Hai presente la classica “schermata blu” di Windows? Quella che fa pensare: “Ok, è morto tutto.”
Ecco: i criminali informatici hanno capito che quella paura funziona benissimo… e la stanno usando come esca.
Negli ultimi giorni sta circolando una truffa (nota nelle analisi come “ClickFix”) che mostra una finta schermata blu direttamente nel browser e convince la persona a fare l’unica cosa che non dovrebbe mai fare: eseguire comandi sul proprio PC per “risolvere” un problema che… non esiste.
Un vero BSOD (“Blue Screen of Death”) è un errore grave di Windows che appare quando il sistema si blocca seriamente.
La differenza fondamentale:
Vero BSOD: appare “fuori” dal browser, riguarda tutto il sistema.
Falso BSOD: spesso è una pagina web a schermo intero che sembra Windows, ma in realtà è solo una schermata nel browser.
Immagina una situazione reale, tipica in ufficio o in reception:
Arriva una mail che sembra credibile (es. richiesta urgente, disdetta, fattura, prenotazione, consegna).
C’è un pulsante tipo “Vedi dettagli”.
Clicchi e si apre una pagina che mostra una “verifica” (tipo CAPTCHA / controllo anti-bot).
Subito dopo… compare una schermata blu che dice più o meno:
“C’è un problema grave. Per ripristinare, segui questi passaggi.”
Ti chiede di fare una cosa “semplice”:
A quel punto, senza che tu lo sappia, stai eseguendo uno script che installa il malware.
Nota importante: in questo articolo non riportiamo comandi o esempi copiabili. La regola è più utile di qualsiasi dettaglio tecnico: se una pagina ti chiede di incollare comandi, è un campanello d’allarme enorme.
Perché non “buca” Windows con magia nera: buca la fretta e l’ansia.
La schermata blu crea panico: “Oddio, ho rotto il PC.”
Le istruzioni sembrano “da manuale”: “Fai questi 2–3 passaggi e risolvi.”
Il gesto di incollare e premere Invio è banale, quindi sembra “sicuro”.
In pratica: la vittima fa da installatore al malware.
Dipende dalla variante, ma lo schema è spesso questo:
Il PC può sembrare “tornato normale” (a volte appare persino una pagina reale per non insospettire).
In background, però, viene installato un programma malevolo che può:
rubare credenziali salvate (browser, password, cookie, sessioni)
leggere informazioni sensibili (documenti, email, accessi a portali)
dare controllo remoto del PC all’attaccante (come se avesse un telecomando)
preparare attacchi successivi (es. furto dati, ulteriori malware, ransomware)
Tradotto: anche se “non vedi nulla”, il danno può già essere in corso.
Succede mentre stai navigando (o subito dopo aver cliccato un link).
Il “BSOD” appare dentro una finestra, o il cursore/gesture del browser continuano a funzionare.
Ti chiede di fare Win+R o di incollare comandi.
Ti mette fretta (timer, urgenza, “devi farlo subito”).
L’email ha toni “troppo emotivi” (minacce, penali, “oggi”, “subito”).
L’indirizzo del sito non è quello ufficiale (dominio strano o simile).
Ti sembra “troppo guidato”, quasi da tutorial.
Regola d’oro: un errore vero non ti chiede mai di “copia e incolla questo comando”.
Se NON hai eseguito nulla
Chiudi la scheda / il browser (Alt+F4).
Non cliccare altri pulsanti.
Segnala l’email al reparto IT (o a chi gestisce l’infrastruttura).
Se HAI eseguito i passaggi (Win+R / incolla / invio)
Disconnetti subito il PC dalla rete (Wi-Fi off o cavo staccato).
Avvisa immediatamente l’IT / il tuo fornitore di sicurezza.
Non “smanettare” per conto tuo (rischi di cancellare tracce utili).
Cambia le password da un altro dispositivo pulito (partendo da email e account critici).
Valuta una bonifica completa e controlli su eventuali accessi anomali.
Per tutti (super pratico)
Diffida da link “urgenti” anche se sembrano credibili.
Non eseguire comandi suggeriti da pagine web o popup. Mai.
Attiva MFA dove possibile (soprattutto email).
Aggiorna browser e sistema operativo.
Per le aziende (misure ad alto impatto)
Formazione anti-phishing con esempi realistici (questa tecnica è “psicologica”).
Filtri email e protezioni web (bloccare domini sospetti e pagine di “clickfix”).
Limitare ciò che un utente standard può eseguire (riduce i danni).
EDR/antimalware gestito + monitoraggio: se qualcosa parte, deve suonare un allarme.
Il falso BSOD è una truffa “furba” perché sfrutta un riflesso umano: provare a risolvere subito.
Ma la difesa è semplice e vale sempre:
Se una pagina ti chiede di incollare comandi per “riparare” qualcosa, fermati. È quasi certamente una trappola.
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